L’Avvento ha proprio questa caratteristica: ci prepara all’irruzione della novità di Dio nel nostro mondo. L’Incarnazione del Figlio di Dio, Gesù di Nazareth, non si origina nella storia e non si spiega solo con essa. Con il Natale, il Figlio mette la sua tenda tra di noi e si radica nella fragilità della nostra vita, soggetta al male e alla morte. Tramite l’umanità santissima di Gesù prende dimora nel mondo il nuovo modo di rivelarsi dell’amore di Dio. La notizia promessa, attesa e desiderata si compie in maniera sorprendente e inaspettata.

La venuta del Signore, anche dal punto di vista liturgico, impone al cristiano attesa di ciò che sta per venire e pazienza verso ciò che non sa quando verrà. E la pazienza è l’arte di vivere l’incompiuto, di stare nella parzialità e nell’incertezza del presente senza disperare. Da qui nasce la perseveranza evangelica, l’attesa paziente come segno di forza e di solidità, di stabilità e di convinzione: la venuta del Signore conduce il cristiano a disciplinare il proprio desiderio, a imparare a desiderare, a frapporre distanza tra noi e quanto bramiamo.

A partire da questa riflessione, non possiamo non ricordare gli eventi drammatici che, un anno fa, hanno sconvolto le nostre esistenze e ci hanno costretto ad incrementare la pazienza di fronte alle difficoltà che all’inizio sembravano insormontabili e ad attendere con fiduciosa creatività il lento e graduale ritorno alla normalità. La gratitudine a Dio per essere stati risparmiati dal dramma del lutto si è incontrata con la tenace operosità che ci ha permesso di riprenderci dallo shock psicologico e di rideterminare il nostro quotidiano in nuovi contesti abitativi, lavorativi, relazionali, religiosi.

L’Avvento è occasione propizia per rivolgere lo sguardo e i cuori al Signore Gesù. Divenga, per tutti, tempo di grazia, lasciamoci stupire dal natale del Bambino che è Dio venuto a vivere con noi la stessa nostra vita. L’augurio per questo nuovo anno liturgico è quello di poter riconoscere, negli sconvolgimenti che ci hanno inevitabilmente toccato, la novità della venuta del Signore e il suo invito ad proseguire il cammino, per quanto alle volte faticoso e drammatico, sulla via della vita buona e fraterna che il Natale ci offre.

Il Papa, che ho incontrato il 24 novembre scorso, ci benedice tutti, ci porta nel cuore e ci chiede di pregare tanto per Lui. Con affetto, il Vostro

+Francesco Giovanni,

arcivescovo