Messaggi del'Arcivescovo
L’Incarnazione: in Gesù Cristo, Dio vive nella nostra storia

Messaggio dell’Arcivescovo per l’Avvento 2016



Con la domenica 27 novembre di quest’anno, inizia il nuovo anno liturgico che ci accompagnerà con la lettura continua del Vangelo di Matteo. È importante che ci mettiamo in ascolto di questa Parola che va accolta nella mente e nel cuore, e lasciata fermentare nella nostra vita quotidiana. Ci dev’essere una relazione profonda tra la Parola di Dio che illumina la vita e la nostra vita che interroga la Parola di Dio. Il centro dell’annuncio cristiano è Cristo stesso che rivela la grandezza del Mistero di Dio e l’amore che, come Padre, nutre per la vita degli uomini. Bisogna che i tempi forti della liturgia che ci preparano al Natale, alla Pasqua e alla Pentecoste ci familiarizzino con la continua verità del Vangelo.

1.                     L’Avvento ci prepara a vivere nell’esperienza di un dono: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio» (Mc 4,11). Significa che per vivere abbiamo bisogno di guardare la realtà in tutta la Sua pienezza perché, come ci ricorda l’apostolo Paolo: «la realtà è di Cristo» (Col 2,17).

Il cristiano vive in pienezza la sua umanità, senza steccati e senza recinzioni di sorta perché è proprio nel rapporto con la realtà che si gioca la sua fede. La perdita della realtà rimane, oggi come ieri, uno dei problemi più gravi dell’uomo, in particolare di noi contemporanei. La pretesa di manipolarla a piacere, di evadere da essa o di inventare dei surrogati ci toglie la vita. Dio si è fatto uomo: la sua scelta di abitare la nostra storia ci restituisce a noi stessi e ci svela il mistero delle cose e della realtà qual era nel disegno divino. Troppo spesso la nostra vita trascorre nell’insignificanza e nella superficialità. Il Separatore tiene, infatti, le cose e gli eventi fuori dalla nostra autentica considerazione. La realtà è sempre segno, rimando a un Oltre, a un “di più” (magis!). Se neghiamo il rimando, neghiamo la realtà delle cose! Il nostro cuore non si arresta all’ovvietà dell’abitudine, non è bloccato dalla paralisi dell’indifferenza, non viene placato dal sistema del dubbio.

Carissimi, in ogni fermento di bellezza, di bontà, di verità, di giustizia, di misericordia, riconosciamo un riflesso dello splendore di Dio! Anche la desolazione di questo nostro terremoto, con tutte le drammatiche conseguenze che porta con sè, è dentro la realtà del mistero di Dio.

Per noi, “mistero” non è tanto qualcosa d’inconoscibile, ma Presenza stessa che abita la realtà. Il Dio della Promessa del Primo Testamento e del Compimento fatto conoscere da Gesù si comunica, cioè si manifesta anche attraverso la realtà nella storia di noi uomini.

A volte, noi facciamo fatica a credere a un Dio che non vediamo e preferiamo volgerci verso le realtà del mondo che ci sembrano più chiare e alla nostra portata.

Ma le cose stanno proprio al contrario. Il mondo, lasciato a se stesso, è davvero un enigma e non sa illuminarci sulle domande che contano, sulla nostra origine e la nostra méta, sul significato dei nostri giorni. In questo contesto, va inserita anche l’esperienza che stiamo vivendo dal 24 agosto u.s.. Quanti perché, quanta sofferenza, quanti danni, quanta paura, quanta insicurezza ravvivata da una serie innumerevole di scosse, senza tempo, quanta solidarietà…! Dio è sì mistero inaccessibile, ma nel senso di una realtà così luminosa e profonda che avvolge tutto l’esistente e abbaglia i nostri deboli occhi.

2.                     L’Avvento ci porta alla Luce del Natale e questa Luce ci ha conquistati ed è impossibile vivere fuori di essa. Con la penetrante e ardita semplicità dei «piccoli» siamo sollecitati a consegnarci all’esuberante disegno divino, al «mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell’universo» (Ef 3,9) che non chiede a noi che di accoglierne tutto il chiarore per la nostra vita.

Credo che la nostra preparazione al Natale debba obbedire a questo invito che rivolgo a tutti: «Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi…!» (Gv 4,35a). Questo ci permette di passare dal dramma della nostra presente situazione di terremotati e di sfollati, a quella di credenti perché, quando alziamo lo sguardo, ci lasciamo attrarre e possiamo vedere il mondo dalla prospettiva di Gesù Bambino: Dio è fedele al nostro futuro!

Chiediamo a Maria SS.ma di avere i suoi occhi che hanno saputo guardare quello che contava, che hanno visto al di là stando al di qua, che hanno riconosciuto nell’umanità santissima del Suo Gesù, il Figlio di Dio. A cambiare non è tanto il mondo, ma la prospettiva del nostro sguardo. Lo scenario da umano, pur con le incertezze e i rischi del terremoto, si fa divino già su questa terra. Con la nascita di Gesù non riceviamo solo un aiuto o qualcosa di materiale, ma Lui stesso. Ora, sappiamo che, comunque vadano le cose, nel mondo e nella nostra vita, Egli è al nostro fianco, né più ci abbandona perché questo Natale, che avviene ancora una volta in un certo tempo e luogo, vale per sempre. È stato l’inizio di una Presenza che non finirà.

A tutti, buona preparazione al Natale!

Con affetto, Vi benedice il Vostro arcivescovo



Don + Francesco Giovanni

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