cieco siloe«Signore, che io veda di nuovo!»

Ricostruire la Comunità animando la speranza con esercizi di fraternità

Primo giorno della Tregiorni diocesana,

Camerino, 2 luglio 2017

Carissimi Sacerdoti, Religiose/si e Fedeli tutti,

Con i Vicari abbiamo ritenuto opportuno non interrompere l’incontro diocesano che va sotto il titolo di Tregiorni! Nonostante l’esperienza lunga e sofferta del terremoto, penso sia bene ritrovarci da tutto il territorio così vasto e variamente toccato dagli effetti disastrosi del sisma per pregare, per conoscere le sofferenze, per comprendere le urgenze, per condividere le priorità, per riguardare e insieme ripensare alle nostre piccole comunità.

Secondo il programma sottoesposto, ci ispireremo al racconto dell’evangelista Luca: Gesù ridona la vista a un cieco (18,35-42). E, dopo un’attualizzazione a vari livelli, cercheremo insieme e illuminati dallo Spirito di avviare alcune novità pastorali affinché la nostra fede e la nostra vita siano sempre più legate tra loro e, per questo, credibili.

Vi aspetto numerosi per condividere questo dono di fraternità che ci scambiamo nel nome del Risorto. L’appuntamento è per domenica 2 luglio, alle ore 17,00, presso il Salone del Seminario arcivescovile di Camerino.

Vi saluta il Vostro arcivescovo,
+Francesco Giovanni

____________________________________________________________________

Ordine del giorno:

1.   Preghiera e Lectio dell’Arcivescovo su Lc 18,35-42
2.   Considerazione sull’esito della mappatura (Responsabili del gruppo Mappatura);
3.   Alcune riflessioni e suggerimenti sul presente e sul futuro del nostro territorio (Prof. Massimo Sargolini);
4.   Risultato del Questionario sul Sinodo dei Giovani (Suor Gina, Daniela Borroni e Maria Rosa Porcarelli);
5.   Tema e interventi per la Tregiorni diocesana di settembre;
6.   Varie ed eventuali;
7.   Sintesi conclusiva dell’Arcivescovo.

Seguirà un'agape fraterna.





Risurrezione 3Messaggio dell’Arcivescovo

S. Pasqua 2017

Carissimi tutti,

dopo l’intenso cammino quaresimale, tempo favorevole di conversione al Signore Gesù, siamo giunti al momento culminante dell’anno liturgico che è la Sua Pasqua di Risurrezione. La proposta delle letture bibliche, che hanno contraddistinto questo percorso, è stata caratterizzata da un pressante richiamo alla fonte sorgiva della nostra fede che è il battesimo. In esso trova il suo profondo significato il mistero dell’eterna lotta tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, tra la grazia e il peccato, tra la vita e la morte.
Un combattimento meravigliosamente descritto con il linguaggio simbolico del vangelo di Giovanni che ci ha illuminati nelle ultime tre domeniche di quaresima:
-         nel brano dell’incontro tra Gesù e la Samaritana presso il pozzo di Sicar (Gv 4, 1-26);
-         nel racconto della guarigione del cieco nato (Gv 9, 1-41);
-         nella narrazione della risurrezione di Lazzaro, l’amico di Gesù (Gv 11, 1-53).
La lotta spirituale nella quale siamo impegnati quotidianamente non è mai fine a sé stessa, ma è un’esigenza esistenziale che “costruisce” il nostro essere uomini e donne appartenenti a Cristo. Ognuno di noi ha delle scelte da compiere e, in queste opzioni, riconosciamo l’anfora del nostro passato che abbandoniamo ai piedi di Gesù come la Samaritana, per correre ad annunciare di aver incontrato Colui che rivela a noi stessi la nostra vita. Veniamo liberati dalla nostra cecità interiore, dall’incapacità di discernimento, e come il cieco nato, siamo messi in condizione di osservare e conoscere noi stessi e il mondo con lo sguardo purificato della fede. Veniamo ridestati dal torpore della nostra mediocrità, di quelle piccole morti quotidiane che per mancanza di amore e di libertà rendono la nostra vita amara. Con l’acqua di Cristo la vita riprende, con la luce della sua parola il mondo riappare dono del Creatore, con la risurrezione lasciamo i nostri sepolcri e viene messa nel cuore la promessa della speranza di una vita per sempre.
Il terremoto ha accentuato la nostra paura della morte e, a ricordacelo, vi sono purtroppo le macerie. La Pasqua ci propone lapastore pecorella stabilità di Gesù che è la risurrezione e la vita. Con lui la gioia abita il cuore, la speranza rinasce, il dolore si trasforma in pace, il timore in fiducia, la prova in offerta d’amore. Il passaggio di Gesù dalla morte alla vita ci sollecita a non aver paura, ad uscire e andare incontro a Lui.
La gioia che ne deriva smaschera le dinamiche attraverso le quali il peccato si insinua nel nostro cuore e trasforma la brama individualistica e consumistica in desiderio di comunione e fraternità. Visitati e liberati da Gesù chiediamo il dono di essere testimoni di vita in questo mondo che ne assetato. Uomini e donne coraggiosi che, avendo incontrato Cristo, sanno suscitare e risuscitare la speranza di Dio nei cuori afflitti dalla tristezza e affaticati da tanti generi di male.
La gioia del Signore vivente è il dono pasquale che il Vostro arcivescovo invoca per tutti.
+Francesco Giovanni
***
Udienze private


Si comunica che Mons. Arcivescovo, dopo il trasferimento della sede della Curia in Via Macario Muzio, 8, ripristina le udienze private nella seguente modalità:

-         Mercoledì dalle 10,00 alle 12,30 per tutti i fedeli.
-         Martedì e Venerdì dalle 10,00 alle 12,30 solo per i Sacerdoti e Religiosi/e.
***
Settimana Santa 2017

Programma delle celebrazioni

9 aprile Domenica delle Palme
-         Ore 11,30: A Camerino, presso il tendone a Le Mosse: benedizione delle Palme e breve processione.
-         Ore 11,45: Solenne Messa delle Palme.

13 aprile Giovedì Santo
-         Ore 10,00: A Camerino, presso il tendone a Le Mosse: Messa crismale seguita dal pranzo offerto al Presbiterio.
-         Ore 18,00: A Camerino, presso il Centro di Comunità di Vallicelle: Messa in Coena Domini con la lavanda dei piedi.
-         Ore 21,00: A Camerino, presso il Centro di Comunità di Vallicelle: adorazione eucaristica.

14 aprile Venerdì Santo
-         Ore 9,00: A Camerino, presso il Centro di Comunità di Vallicelle: Ufficio delle Letture e Lodi mattutine.
-         Ore 18,00: A Camerino, presso il Centro di Comunità di Vallicelle: Celebrazione della Passione del Signore.
-         Ore 21,00: A San Severino Marche, nella Chiesa di S. Lorenzo: Celebrazione della Passione del Signore (senza processione).

15 aprile Sabato Santo
-         Ore 9,00: A Camerino, nella Chiesa del Seminario: Ufficio delle Letture e Lodi mattutine.
-         Ore 21,30: A Camerino, presso il tendone a Le Mosse: Solenne Veglia Pasquale.

16 aprile Domenica di Pasqua
-         Ore 11,30: A Camerino, presso il tendone a Le Mosse: Solenne Pontificale.
-         Ore 17,30: A San Severino Marche, presso il tendone della Parrocchia S. Severino vescovo: Solenne Pontificale.
s5 logoMessaggio dell’Arcivescovo per la Quaresima

La Parola è un dono. L’altro è un dono

Carissimi Fedeli,

Mercoledì 1° marzo è iniziato il tempo di Quaresima, occasione propizia per riavvicinarci a Dio e per lasciarci avvolgere dal Suo sguardo di misericordia. Spesso, scatta in noi l’impegno a sforzarci maggiormente nel fare il nostro dovere o nel compiere opere buone, come ci raccomanda anche la tradizione della Chiesa con il digiuno, la preghiera e l’elemosina. Ma credo che questo tempo sia da vivere soprattutto contemplando come Lui per primo ci ha amati (1 Gv 4,19) e si sia messo a ricercarci. Un’osservanza più seria e fedele dei comandamenti è la via giusta per riconciliarci con Dio. Ma la via più autenticamente evangelica è quella del riconoscimento non di quello che dobbiamo fare noi, ma di quello che Lui, il Cristo e questi crocifisso ha fatto per noi. Il Figlio di Dio “mi ha amato e ha dato se stesso per me”( Gal 2,20).

Ho voluto riprendere il titolo del messaggio che Papa FRANCESCO ha scelto per accompagnare questo tempo forte dell’anno liturgico. Egli propone la meditazione del brano evangelico tratto da Luca (16,19-31) che narra la vicenda “di un mendicante di nome Lazzaro”, il cui nome significa “Dio aiuta”, e “di un ricco” senza nome, ma identificato solo dalla vistosità della sua ricchezza, dalla sgargiante raffinatezza dei suoi vestiti e dall’abbondanza dei suoi banchetti.

Il titolo del messaggio La Parola è un dono. L’altro è un dono sottolinea, per noi cristiani, l’intimo legame che deve sempre sussistere tra l’ascolto della Parola e la concretezza dei gesti di prossimità che ne devono scaturire. La Parola non è mai pura idealità, ma porta in sé la performatività, cioè la capacità non solo di descrivere un’azione, ma di produrre il fatto concreto coerente con la mozione di pensiero che ha illuminato l’azione stessa.

I due personaggi, tanto prossimi nella vicenda narrata, sono lontanissimi e divergenti nei loro destini. La morte, che li unisce come comune esito della vita, li separa in modo inesorabile e definitivo: Lazzaro è «portato dagli angeli accanto ad Abramo», mentre il ricco innominato viene «sepolto (…) negli inferi fra i tormenti» (Lc 16,22), lontano da Abramo. Il ricco rivolge suppliche disperate al “Padre Abramo” affinché autorizzi il povero, che non è mai stato oggetto della sua attenzione ma che ora viene riconosciuto e chiamato per nome, «ad attingere» con la punta del dito un goccia d’acqua per portargli refrigerio tra le fiamme dell’inferno. Tra i due e il loro rispettivo mondo c’è un baratro più grande di quello che li ha tenuti divisi in vita. Il Padre Abramo non può cambiare le sorti di due vite consumate secondo la Parola di Dio o il proprio egoismo. Inaspettatamente, questo ricco esprime una preoccupazione per l’esito futuro dei suoi cinque fratelli che vivono come lui ha vissuto e, mosso da un improvviso atto di generoso altruismo, chiede che Lazzaro sia mandato «ad ammonirli severamente perché non finiscano anch’essi in questo luogo di tormento» (v. 28). La parabola non vuol illuminarci sui problemi dell’al di là che rimangono per noi uomini sempre imperscrutabili. Ci vuol far comprendere qual è l’opera che piace a Dio e che siamo sollecitati a compiere per avere una felice sorte nel mondo futuro.

I beni non sono tutto e non c’è soltanto questa vita terrena; siamo istruiti e illuminati da Mosè e dai profeti (la Chiesa, la Comunità cristiana) per riconoscere la nostra identità di figli di Dio chiamati, in Gesù Cristo, a lasciarci amare e riconciliare: «Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti» (v. 31).

Nulla sappiamo del modo di vivere di Lazzaro: la sua beatitudine proviene dalla sua condizione di povertà e di abbandono che ci fa conoscere la gratuità infinita del Signore e ci ricorda la sua predilezione per i piccoli, i poveri, gli ultimi, quelli che fanno fatica a partecipare al banchetto della vita.

La conversione di cui parla il Vangelo scaturisce unicamente dall’essere sotto lo sguardo di un Dio amante e dalla consapevolezza di essere, gli uni per gli altri, un dono inestimabile nonostante le nostre fragilità e miserie.

In questo tempo di Quaresima, tristemente caratterizzato dalle disastrose conseguenze del terremoto che rappresenta un necessario e doloroso “nuovo inizio”, ci soccorra la certezza di non essere mai stati abbandonati da Dio e di aver potuto sperimentare, nella solidarietà e generosità di tanti fratelli e sorelle, la vicinanza e il soccorso indispensabili per ripartire insieme.

Incamminiamoci così verso la Pasqua. Con affetto il Vostro arcivescovo,

+Francesco Giovanni

Vetrinetta

AA.VV. Donne moderne

Aa. Vv., Donne moderne. Storie di Sante, prefazione di Ritanna Armeni, EDB, Bologna 2014, € 12,50, p...

Leggi tutto

Domenico Agasso - Re…

Domenico Agasso - Renzo Agasso - Domenico Agasso jr., Don Bosco. Una storia senza tempo, Elledici, ...

Leggi tutto

Andrea Tornielli - G…

Andrea Tornielli - Giacomo Galeazzi, Papa Francesco. Questa economia uccide, Ed. Piemme, Milano 2015...

Leggi tutto

Marco Cardinali

Marco Cardinali, Alle sorgenti della vita. Edizione speciale per l’Anno della Vita Consacrata, Later...

Leggi tutto

Laura Mirakian

Laura Mirakian, Siria Perché. Lettere da Damasco, Introd. Antonia Arslan, Guerini e Associati, Milan...

Leggi tutto

Luca Merlo

Luca Merlo, Yves Congar, Morcelliana, Brescia 2014, pp. 128, € 12,50.   Il secolo scorso è stat...

Leggi tutto

AA. VV. "Tantum…

AA.VV., «Tantum Aurora est». Donne e Concilio Vaticano II, a cura di Marinella Perroni, Alberto Mell...

Leggi tutto

Giorgio Campanini

GIORGIO CAMPANINI, Bene comune. Declino e riscoperta di un concetto, EDB, Bologna 2014, pp. 104, € 1...

Leggi tutto

Pietro Corsi

Pietro Corsi, L’evoluzionismo prima di Darwin. Baden Powell e il dibattito anglicano (1800-1860), Ed...

Leggi tutto